Narratologia Applicata
Conflitto, difetto e arco di trasformazione
- Formati
- Kindle e copertina flessibile
- Pagine
- 137 nel cartaceo
- Formato
- 15,2 × 22,9 cm
- Uscita
- 5 febbraio 2026
- ISBN
- 979-8247118299
Conoscere fabula, atti e archetipi non basta a far funzionare una storia, e lo sai se ti è capitato di leggerne una che rispetta tutte le regole senza lasciare niente. Questo secondo volume lavora sotto la struttura, là dove agiscono le forze che la tengono in tensione: il desiderio che spinge, la paura che trattiene, il bisogno che il protagonista non vede e il prezzo che dovrà pagare per cambiare.
Capitolo dopo capitolo segui una storia dall’interno, dalla pressione iniziale fino alla caduta, alla decisione e al finale. Il difetto fatale non è trattato come una debolezza da correggere ma come una strategia che ha funzionato troppo a lungo, ed è per questo che il personaggio la difende. Quasi ogni capitolo si chiude con un esempio applicativo su un personaggio concreto, compreso l’errore tipico da evitare.
- Perché una storia è un sistema sotto pressione e non una semplice sequenza di eventi
- Il triangolo desiderio, bisogno e paura, e come da lì nasce il secondo atto
- La differenza tra premessa, tema e posta in gioco, e come si tengono insieme
- Il conflitto come frizione tra valori legittimi, con l’antagonista inteso come funzione e non come ruolo
- Il difetto fatale come strategia di sopravvivenza che ha smesso di funzionare
- Punto di non ritorno, caduta, decisione e finale come tappe dell’arco di trasformazione
- Che cos’è il carisma narrativo e perché continuiamo a seguire certi personaggi
- Chi conosce già le basi della narratologia e sente che manca ancora qualcosa
- Chi ha una storia corretta sulla carta che però non coinvolge chi la legge
- Chi riscrive o analizza storie e vuole strumenti per capire dove la tensione si perde
- Chi ha letto Narratologia Essenziale e cerca il passo successivo
Cosa c'è dentro.
- Introduzione
- La storia non è una sequenza, è una pressione
- Desiderio, bisogno, paura: il triangolo che muove tutto
- Premessa, tema e posta in gioco
- Il conflitto non è un ostacolo, è una frizione di valori
- La posta in gioco reale
- Il personaggio prima della storia
- Carisma narrativo
- Il difetto fatale
- L’arco di trasformazione
- Il punto di non ritorno
- La caduta
- La decisione
- Il finale
- Scrivere non è costruire storie
situazione iniziale
Marco è un giovane avvocato brillante. Vuole vincere una causa importante per dimostrare il proprio valore e ottenere finalmente il riconoscimento dello studio per cui lavora.
lettura narratologica
Il desiderio di Marco è chiaro, esterno, misurabile: vincere la causa. Questo desiderio orienta le sue azioni, organizza gli ostacoli, dà alla storia una direzione leggibile.
Ma narratologicamente il desiderio non coincide ancora con il cuore del conflitto. Marco non desidera giustizia, né verità, né autonomia: desidera conferma. Il processo diventa il luogo in cui tenta di dimostrare di valere, senza mettere in discussione la propria dipendenza dal giudizio altrui.
Il desiderio lo spinge in avanti, ma lo mantiene identico.
errore tipico
Se la storia si limitasse a far vincere la causa a Marco, il racconto si chiuderebbe correttamente sul piano degli eventi, ma resterebbe vuoto sul piano trasformativo. Il protagonista avrebbe ottenuto ciò che voleva senza cambiare il modo in cui definisce sé stesso.
chiusura
Il desiderio muove la storia. Ma è solo quando non basta più che la storia comincia davvero.
Dalle recensioni dei lettori.
Ho acquistato e letto diversi lavori di Rosario Di Leva. Poiché ho letto davvero tanto di scrittura creativa e narratologia, sento di essere in grado di fare dei confronti. Confronti che mi portano ad affermare che, tra tante buone e discrete opere, Di Leva compie un'operazione eccellente costruendo i suoi testi con una marcia in più di chiarezza e precisione, rendendoli un ottimo strumento di lavoro.
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